A volte aspettiamo il momento perfetto.
Quando avrò più tempo. Quando sarò più sicura. Quando mi sentirò pronta.
La verità è che il momento perfetto non arriva quasi mai. Arriva invece una scelta, ovvero fare un passo, poi un altro, poi un altro ancora.
I sogni non si realizzano in un giorno. Si costruiscono nel processo. E quando parliamo di scrivere un romanzo, la differenza non la fa l’ispirazione improvvisa. La fa la serietà con cui decidi di affrontare il lavoro.
Scrivere è un atto creativo, vero, ma pubblicare, arrivare fino in fondo, convincere un lettore a restare dentro la tua storia… è un atto di responsabilità.
Significa non improvvisare. Non accontentarsi del “suona bene”. Non lasciare che tutto sia affidato all’umore del giorno.
Ogni romanzo è una promessa e la promessa inizia da una porta. L’incipit.
È lì che il lettore decide se entrare o restare fuori. È lì che capisce se può fidarsi di te. È lì che percepisce se dietro quelle pagine c’è una storia che lo accompagnerà fino alla fine.
Un incipit non è solo un bel paragrafo. È una soglia narrativa. Deve aprire domande, attivare curiosità, far intravedere un conflitto, creare movimento.
Se la porta è socchiusa, confusa, fragile… il lettore non entrerà mai. E se non entra, non potrà mai scoprire quanto vale davvero la tua storia.
Prendersi sul serio come autore o autrice significa partire da lì. Dal primo passo. Dalla prima pagina.
Codice Incipit è uno dei miei corsi preferiti perché mi ha permesso di ragionare su come adattare la scrittura alla progettazione narrativa.
Quindi come passare dal progetto alla scrittura vera e propria. Mollando gli ormeggi della fase di pianificazione e iniziando a mettere le mani in pasta nella stesura della storia.


